Imparare il Kitesurf

 

Scene di vita vissuta dagli allievi . Chi di noi non si riconosce nei primi passi mossi verso il mondo del Kitesurf ?

 

Per esempio, Ti capita di stare in spiaggia in un noioso sabato pomeriggio di primavera, hai un giorno libero e ne approfitti, la spiaggia è quasi deserta, guardi l’orizzonte e vedi delle vele coloratissime tra il mare ed il cielo, vanno su e giù, fanno fantasiose evoluzione, la tavola infrange l’acqua creando una scia schiumosa; ti sollevi e guardi meglio: c’è un gruppo ti kiter, ti perdi ad osservarli, affascinato ti imbamboli e pensi “che figata! e questi qui non sembrano neanche affaticarsi..”

Cominci ad interessarti, vai su internet a sbirciare notizie e poi l’illuminazione: c’è quel tuo amico che non senti da tempo che fa kitesurf quindi chiedi informazioni a lui, qualcosa ti frena, sarà difficilissimo, chissà che preparazione atletica è necessaria per iniziare questo sport, poi scopri che forse non è così impossibile, non è importante che tu sia una persona attiva o una patata lessa. Il kitesurf si apprende facilmente e in tempi rapidi, basta “provare provare provare” come Pia e Mario in “non ci resta che piangere”.

Ti fissi, la “scimmia” sta arrivando a prenderti!

Vai su google e digiti Kitesurf , tra i primi risultati trovi una scuola, magari allo Stagnone di Marsala, sul sito vi trovi le prime info importanti, decidi di contattarli e prenotare un corso base, anzi, ora che ci pensi tra non molto è il compleanno del/la tuo/a lui/lei e proprio non sai cosa regalargli/le, e allora? Dilemma risolto: prenoti due corsi!

Quando decidi di imparare questo sport, ti senti gasatissimo, ti vedi già sfrecciare avanti e indietro col vento sulla faccia e l’acqua sotto i piedi con in sottofondo “Kashmir” o “Song2”, ti vedi protagonista di uno di quei video fighissimi che hai visto su vimeo dove l’atleta di free style sei tu, t’immagini in qualche spiaggia paradisiaca durante le tue ferie ma tocca fare un passo alla volta.

Primo passo: sei stato intelligente, hai scelto una scuola che opera seguendo i parametri di sicurezza. Puoi iniziare il tuo corso base, capirai che è indispensabile perché, pur essendo il kitesurf uno sport molto intuitivo e semplice da imparare, non bisogna mai improvvisare, è uno sport estremo! (Questa cosa ti gasa ancora di più, l’adrenalina ha preso il galoppo!) Secondo passo: durante il corso imparerai a conoscere l’attrezzatura, cosa fare e non fare per gestirla in sicurezza, valutare le condizioni atmosferiche e gli ipotetici pericoli che potrebbero verificarsi. Forse questa fase non ti piacerà molto: gonfia l’ala, arma il kite, ripiega il kite, impara ad usare le sicurezze ed effettuare il serf rescue, ma ti sentirai più tranquillo dopo aver fatto tue queste importanti nozioni.

Terzo Passo: hai fatto una prova iniziale col “training” e ora cominci a “giocare” con un ala vera, a prendere confidenza con barra-linee-vela, presto entrerai in feeling con l’attrezzatura e capirai come gestirla, hai fatto gli “otto” a “tutte le ore”…sì ma, l’istruttore quando  mi darà la tavola? Sei impaziente..calma, ci sono altri step prima.

Quarto passo: è la volta del “body drag”, il termine ti fa pensare a qualcosa di illegale o forse si riferirà a Ru Paul in “Don’t go breaking my heart”? ok, niente di tutto questo…inizi a percepire qualcosa di più, il tiro, a gestirlo e ad aggiustarlo.

Quinto passo: finalmente l’istruttore ti dice che oggi proverai con la tavola, “era ora” pensi, ma presto sperimenterai in prima persona che è arrivato il momento di prendere qualche facciata che Ilya Zakharov levate, tranquillo ci sono passati tutti, è una fase di transizione.

Sesto passo: sei alle partenze, “provare-provare- provare” ti ripeti, finalmente, senza neanche rendertene conto ti sei alzato sulla tavola, eppure sino a ieri ti sembrava ti pessasse il deretano…ehi, stai planando, non ti sembra vero! dopo qualche secondo e altre decine di metri, al massimo del tuo entusiasmo ed in preda all’adrenalina, pensi “ed ora? Continuo? Mi fermo? Come continuo, come mi fermo?”, forse avrai la lucidità di girarti per vedere il tuo istruttore rimasto indietro, vedi che si agita, fa gesti convulsi, ma che sta a di’, ti sembra urli qualcosa tipo “eh vaiiiii..bravoooo” ma vorresti solo dirgli “bravo sta ceppa, che cavolo devo fare adessooooooo?”, ovviamente non fai in tempo sei già ricaduto in acqua ma, sti cazzi, sei partito..

Annalia Bologna